Per comprendere appieno i solarium, dobbiamo prima capire come reagisce la pelle alle radiazioni.
EFFETTI BIOLOGICI DELLE RADIAZIONI
Appena la pelle è esposta ai raggi UV, reagisce subito con una leggera pigmentazione, detta pigmentazione DIRETTA. La pigmentazione diretta è provocata dai raggi UVA e dalla luce visibile ed è il risultato di un aumento di melanosomi (i melanosomi sono le cellule che provvedono alla sintesi della melanina, sono contenuti nei melanociti) “ossidati”, già presenti nello strato dell’epidermide.

Inoltre, essendo gli UVA più penetranti degli UVB, agiscono a livello dermico sulle fibre elastiche provocando elastosi (fa parte del photoaging, cioè l’invecchiamento dovuto alle radiazioni solari): le fibre prendono una conformazione più compatta, a “gomitolo”, come se avessero subito un processo di cottura.
La vera e propria produzione di melanosomi (fenomeno chiamato melanogenesi), che corrisponde alla pigmentazione INDIRETTA, è un fenomeno che si verifica 48-72 ore dopo l’esposizione ed è provocato dai raggi UVB, in questo caso i melanociti si attivano con produzione di melanosomi.
E’ infatti diffusa opinione che i raggi UVA siano innocui (si ricorda che sono molto penetranti giungendo al derma dove non esistono difese biologica), anzi addirittura protettivi per una successiva esposizione al sole!!!
Parlando di lampade solari, esiste una normativa che divide le lampade in 4 gruppi differenti:
- Lampade UV di tipo 1 che emettono soprattutto radiazioni UVA e una quantità molto ridotta e non significativa di radiazioni UVB;
- Lampade UV di tipo 2 che emettono radiazioni UVA e una quantità limitata di radiazioni UVB;
- Lampade UV di tipo 3 che emettono radiazioni sia di tipo A che di tipo B;
- Lampade UV di tipo 4 che emettono una quantità di radiazioni UVB decisamente superiore rispetto alle radiazioni UVA.
E’ importante osservare come un’esposizione ai raggi uva renda molto più sensibile la pelle ad una successiva esposizione ai raggi UVB del sole.
Chi deve evitare i solarium:
- Coloro che hanno un fototipo I e II, che nonostante l’uso di protezioni possono rischiare bruciatura;
- I giovani adolescenti, che hanno meccanismi di difesa della pelle non ancora completamente sviluppati;
- Le persone che soffrono di intolleranza ai raggi solari, perché le radiazioni delle lampade luminose possono irritare la pelle e peggiorare la situazione;
- Le persone che soffrono di melassa, (l’imbruttimento a chiazze della cute a causa di un eccessiva produzione di melanina) perché queste macchie rischierebbero di accentuarsi con l’uso di lampade abbronzanti;
- Coloro che soffrono di coperse o capillari dilatati;
- Le persone che hanno appena subito un intervento chirurgico, soprattuto di tipo estetico.
E’ importante non esagerare con le esposizioni, i medici consigliano un numero massimo di tre sedute al mese e comunque tra un’esposizione e l’altra dovrebbero trascorrere almeno 10 giorni.
Non bisognerebbe fare più di 20 lampade all’anno e in estate lasciar passare almeno una giornata tra la seduta di lampada abbronzante e l’esposizione ai raggi solari.
Il Decreto Interministeriale del 12/5/2011 n. 110 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n 163 del 15/7/2011 dice:
“Dovranno inoltre, allo stesso scopo, essere esposti appositi cartelli in maniera ben visibile, nelle immediate vicinanze delle apparecchiature, nei quali siano fornite precise indicazioni relative al rischio di effetti nocivi per la salute degli utilizzatori, e che ne è sconsigliata l’utilizzazione, in particolare a coloro che appartengono alle seguenti categorie:
- Soggetti con un elevato numero di nevi (> 25).
- Soggetti che tendono a produrre lentiggini.
- Individui con una storia personale di frequenti ustioni solari in età infantile e nell’adolescenza.
- Persone che assumono farmaci. In questo caso, si dovrebbe chiedere il parere del medico curante per appurare se essi possano aumentare la propria fotosensibilità agli UV.
Queste indicazioni vanno chiaramente esposte insieme alle seguenti raccomandazioni:
• Non si espongano soggetti che non si abbronzano o che si scottano facilmente alla esposizione naturale al sole (fototipo I e II)
- Non esporsi al sole per 48 ore dopo una seduta abbronzante
- Indossare gli occhialetti protettivi
- Non si espongano soggetti con la pelle danneggiata dal sole.
- Non si espongano persone che soffrono di eritema solare
- Non si espongano persone che soffrono o che hanno in precedenza sofferto di neoplasia cutanea o che hanno una familiarità per neoplasie cutanee
- L’uso di apparecchiature che emettano anche UV-B richiede particolari precauzioni d’uso e la valutazione della dose cumulativa a cui il soggetto è stato esposto
- L’utente deve essere fornito di una scheda personale che riporti la dose assorbita sia di UV-A sia degli eventuali UV-B.
- Non utilizzare in soggetti con patologie dermatologiche che possono essere aggravate dall’esposizione ad UV.
- Togliersi le eventuali lenti a contatto prima di sottoporsi al trattamento.
- Come per qualsiasi altro apparecchio elettrico, usare estrema prudenza con l’acqua.
- Non utilizzare mai l’apparecchio in un ambiente molto umido.
- Non far mai arrossare la pelle.
- E’ proibito l’utilizzo delle apparecchiature abbronzanti a:
- – minori di 18 anni
- – donne in stato di gravidanza
- – soggetti che soffrono o hanno sofferto di neoplasie della cute
- – soggetti che non si abbronzano o che si scottano facilmente all’esposizione al sole. L’utilizzo delle apparecchiature è esclusivo per fini estetici e non terapeutici. Non devono essere pertanto vantati effetti benefici.
- – Indicazioni e consigli per l’uso corretto:
Il tempo massimo per la prima esposizione e per le sedute successive vengono indicati dal costruttore sulla base delle analisi spettrofotometriche eseguite sull’apparecchiatura e sulla base del fototipo del soggetto da trattare.
In presenza di pelli sensibili, che risultano leggermente disidratate dopo il trattamento abbronzante, al termine dello stesso potranno essere applicati specifici prodotti cosmetici emollienti, secondo le indicazioni fornite dall’operatore estetico.
Tra un periodo di trattamenti abbronzanti e l’altro, si consiglia una interruzione di circa un mese.
Consultare la tabella fornita dal costruttore circa i tempi di esposizione e la durata del trattamento abbronzante, nonché la durata minima delle stesse lampade. - – Avvertenze:
Dopo la prima applicazione occorre attendere 48 ore prima di effettuare la successiva, dopo di che le applicazioni dovranno essere effettuate a non meno di 24 ore di distanza l’una dall’altra.
Si ricorda che l’esposizione al sole successiva al trattamento abbronzante nello stesso giorno è pericolosa.
Si raccomanda la disinfezione di tutte le parti che vanno a contatto col soggetto da trattare.
L’uso di apparecchiature abbronzanti (UV) deve essere riservato a personale adeguatamente addestrato e con specifica preparazione teorico-pratica, quindi in grado non solo di condurre un corretto utilizzo delle apparecchiature stesse, ma anche di valutare le condizioni della cute del soggetto.
Oltre a quelle sopra indicate, seguire attentamente le indicazioni, avvertenze e cautele per l’uso riportate nel manuale fornito dal fabbricante.”
Quindi noi di Farmagallo vi consigliamo sempre di stare attenti e di affidarvi solo a personale esperto e professionale.
-Informazioni prese dalle dispense di cosmetologia mie (Sofia) e il decreto preso direttamente dalla gazzetta ufficiale. –